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Didattica

Il tutoraggio fra pari (chiamato anche Peer Tutoring) è un metodo di insegnamento e apprendimento in cui vengono spiegati concetti o argomenti fra individui allo stesso livello. Questa pratica viene utilizzata prevalentemente a scuola, dove un compagno aiuta un altro debole in qualcosa in modo da farlo migliorare. Questo è a volte più utile delle spiegazioni degli insegnanti, poichè fra coetanei ci si capisce di più e si ha meno timore di chiedere qualcosa che non si è compreso appieno. Inoltre i benefici di questo metodo vanno ad entrambi i compagni, perché il tutorato apprende concetti prima non chiari, mentre il tutor ripassa e rafforza ció che spiega.

Il Peer Tutoring ha origini molto antiche: risale infatti all’antica Grecia di Aristotele, alla Roma del I secolo d.C. e anche alla scuola gesuitica del XVII secolo. Si ripresentó poi nell’India coloniale, dove Andrew Bell fondó una scuola per gli orfani dei soldati inglesi; o anche nell’Inghilterra della prima industrializzazione, quando nel 1798 Joseph Lancaster aprí a Londra una scuola per i figli degli operai. Negli anni ’60-’70 questo medoto venne adottato in Europa, Africa, America Latina, Stati Uniti e Canada, e si diffuse per le crescenti esigenze di integrazione sociale nei paesi industrializzati. Inoltre il tutoring veniva svolto sia fra individui e studenti della stessa etá sia fra persone di etá diverse.

Dopo esperienze di tutoring fra compagni della stessa o di altre classi, sia il tutor che il tutorato acquisiscono competenze in ambito scolastico e sociale perchè, essendo della stessa età, oltre a studiare insieme socializzano e possono anche creare legami, cosa essenziale per un lavoro efficente e produttivo.

Elisa Sofia 3^O

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Oggi 23/10/2013 siamo andati con la professoressa Monti nel laboratorio scientifico della nostra scuola per eseguire un’esperienza scientifica. Dovevamo imparare a tarare un recipiente in vetro. Tarare uno strumento significa assegnargli una scala graduata che permette poi di usarla per effettuare misurazioni.

Arrivati nel laboratorio la professoressa ci ha divisi in gruppi. Il mio gruppo era composto da me (Riccardo Pisciotta), da Carlo Rotolo e  da Stephan D’Agostino. Insieme abbiamo iniziato l’esperimento.

Per prima cosa abbiamo preso il materiale occorrente e cioè:

·      un barattolo di vetro trasparente

barattolo1

·      un  cilindro graduato

barat2

·     una spruzzetta piena d’acqua

  • un pennarello

Procedimento

Con la spruzzetta abbiamo riempito il cilindro graduato fino all’indicazione dei 50 ml, barat 3

dopo abbiamo versato questa quantità d’acqua nel barattolo e con il pennarello abbiamo fatto un segno dove arrivava il livello dell’acqua. Abbiamo ripetuto più volte questa operazione fino a che il barattolo non era pieno.

Durante l’esperimento ognuno di noi aveva un compito ben preciso: io immortalavo ogni momento facendo le foto, Stephan eseguiva l’esperimento e Carlo prendeva appunti. barat 4

Occorre essere molto precisi quando si fa il segno per indicare il livello dell’acqua altrimenti il barattolo non è utilizzabile ; noi all’inizio non lo siamo stati e abbiamo dovuto svuotare il barattolo nel lavandino del laboratorio e asciugarlo con uno strofinaccio .

Abbiamo ripetuto l’esperienza con maggiore cura la seconda volta e alla fine il barattolo di vetro era tarato ed ora può essere usato per misurare i liquidi.

barat 8 barat 7

Secondo noi questo è un esperimento adatto ai piccoli scienziati che stanno ancora muovendo i primi passi perché è facile e divertente.

di Carlo, Riccardo, Stephan

Ciao a tutti, siamo un gruppo di alunni della 2^ L.

Venerdì 18 ottobre, con la professoressa di scienze, siamo andati nel laboratorio scientifico della scuola per fare una attività pratica e per vedere se nell’acqua stagnante c’è vita e con grande sorpresa  abbiamo scoperto che c’è.

Per l’esperienza abbiamo fatto così:

Materiale occorrente: un microscopio, un becher pieno d’acqua stagnante, un vetrino portaoggetti e un cucchiaino.

Procedimento: per prima cosa abbiamo osservato l’acqua stagnante ad occhio nudo. Ci siamo accorti di piccoli organismi che nuotavano con movimenti a scatti. Allora con un cucchiaino ne abbiamo preso uno , l’abbiamo sistemato sul vetrino portaoggetti e dopo aver acceso il microscopio lo abbiamo osservato.                                                 lab 2^L

Osservazioni: abbiamo scoperto con l’aiuto della professoressa che avevamo individuato una larva di zanzara. Essa assomiglia ad un bruco con tanti “peletti”. Osservandolo attentamente abbiamo scoperto che dentro la larva si muovevano dei microrganismi. Abbiamo ipotizzato che fossero parameci.                                                   lab 2^L bis

Cosa sappiamo sulle larve di zanzara: per integrare le nostre osservazioni abbiamo fatto delle ricerche da cui abbiamo appreso le seguenti informazioni:

la larva che abbiamo osservato è una “Culex pipiens”, la zanzara comune che ci affligge in estate. E’ apode, con capo grande, segmenti toracici espansi e fusi e addome regolarmente segmentato. E’ più comune nell’emisfero boreale; vive in luoghi acquatici con acqua calda o stagnante, ma si può trovare anche in luoghi ombrosi e umidi.

Le zanzare riescono a localizzare le loro prede tramite dei sensori che permettono loro di captare il calore e l’odore. La femmina punge l’uomo e altri animali a sangue caldo per la produzione delle uova; la quantità media di uova prodotte è di circa 200 unità. Le larve per diventare zanzare vanno incontro a tre mute e alla quarta si trasformano in ninfe. Per nuotare si piegano a scatti fino a formare con il loro corpo la forma di “S”.

Il “paramecium” è un esempio di organismo unicellulare altamente complesso appartenente al regno dei protisti.

I parameci vivono in acque dolci e stagnanti e si muovono grazie a delle strutture filamentose chiamate “ciglia”.

Si nutrono di batteri e si riproducono per “mitosi”.

L’esperienza vissuta in laboratorio  ci ha fatto conoscere direttamente un argomento molto interessante, stimolando la nostra curiosità e aumentando la voglia di approfondire l’argomento.

di Alessandro, Francesco, Ivan, Giovanni