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Descrivere in modo dettagliato l’evoluzione del karate è difficile perché le fonti storiografiche certe sono poche. Dal 19°secolo in poi la storia risulta più documentata. Il karate nasce nell’isola giapponese di Okinawa ed è l’evoluzione dell’arte marziale segreta “Okinawa-te”: “te” vuol dire “mano”.

L’isola di Okinawa era divisa in tre parti principali: Hakuzano, Chuzon, Nanzon, tutte e tre indipendenti dal Giappone.

Sho Hashi, re di Chuzon, unificò i tre regni nel 1429, per mantenere la pace nell’isola vietò il possesso di armi che furono raccolte e chiuse all’interno di un magazzino. Dopo la batta glia di Sekigahara il clan vittorioso dello Shogunato Tokugawa concesse al clan Shimozue di occupare Okinawa, poiché vi era il divieto di possedere armi gli abitanti inventarono in segreto un autodifesa. Nacque così la scuola di “te” che si differenziata in tre stili: Naha-te, Shuri-te, Tamari-te

La conoscenza del te restava una dei pochissimi segni di appartenenza giapponesi per questo i nobili diventati contadini tramandavano quest’arte a pochissime persone, appunto si ebbe una dispersione del te originale. Le persone che si recavano in Cina cercavano di recuperare le basi studiando il “Kung-fu” (l’arte marziale del luogo) però si basava principalmente su concetti filosofici, pertanto era difficile imparare concretamente il kung-fu in un solo viaggio di 2 o 3 anni. Si pensa quindi che il karate sia una fusione tra le arti cinesi e il te okinawense, con però un’influenza buddhista e del Confuncianesimo. Il primo maestro ad Okinawa ad insegnare il karate fu Kanga Sakugawa. Lui decifrò, razionalizzò e fece diffondere il karate in tutta Okinawa, però passò un altro decennio prima che nacquero vere e proprie scuole in tutto il mondo (siamo nei primi anni del 20 esimo secolo). Funakoshi, nel 1922, passando per Okinawa scrisse il “Ryu-kyu kempo: karate” e nel 1935 pubblicò il “Karate do kyohan”. Questi 2 testi furono tradotti molti anni dopo dal maestro Tsutomu Oshima. Nel 1931 il karate fu riconosciuto dal Dai Nippon Butoku Kai, l’organizzazione imperiale per l’educazione della gioventù. Nel 1936 grazie al comitato nazionale di sostenitori del karate, venne costruito il dojo Shotokan, lo stile del karate più diffuso odiernamente. Oggi il karate è diffuso in tutto il mondo. L’arte marziale tradizionale non viene praticato in molte palestre e consiste nella conoscenza del “Katà”, ovvero l’esecuzione di un combattimento immaginario, invece è più diffuso il “Kumitè” ovvero il combattimento vuoto o senza armi. A Palermo abbiamo la fortuna di avere diversi campioni, sia di kumitè si di katà: Luca Valdesi, 7 volte campione del mondo di katà, Nello Maestri, campione europeo di kumitè e capitano della nazionale italiana, Stefano Maniscalco campione del mondo di kumitè.

Sintesi liberamente tratta dal sito: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Karate a cura di Felice Bruziches 3^O

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LA DANZA
La danza è uno attività artistica che comprende più stili e diversi modi di praticarla  Gli stili sono:
HIP HOP
L’hip hop ha diverse strutture e comprende più stili in uno
Essi sono: popping,looking e Breking, che sono quegli stili chiamati “street dance” cioè nati in strada, la più famosa è la break dance, infatti la break dance è una delle più conosciute. Waking e Voguen sono degli stili che richiamano l’atteggiamento da diva, nel waking si usano maggiormente i movimenti delle braccia mentre nel voguen si usano maggiormente le braccia e le mezze punte, il passo più conosciuto del Voguen è la deep.
La Dance All ha origini jamaicane.
Il Twerking è uno stile che consiste nel muovere i glutei
CLASSICA
Nella danza classica si usano maggiormente i piedi, si usano le mezze punte e punte. Accompagnata dalla musica Classica appunto.
Il passo a due è uno stile della danza Classica però vengono fatte coreografie che comprendono due persone, solitamente una femmina e un maschio
MODERNO/CONTEMPORANEO
Moderno e contemporaneo sono due stili diversi ma con uno scopo comune
Cioè la teatralità che ersternano attraverso le espressioni e i movimenti che fanno, cercando di mostrare all’esterno i sentimenti che provano.
Il contemporaneo ha dei movimenti più sciolti e sentiti e deriva dalla danza classica.
LATINO AMERICANO/CARAIBICO
Il latino americano/caraibico comprende sopratutto passi di coppia come: il tango, la salsa e la baciata e il flamenco. poi ci sono i balli individuali chiamati di gruppo, con cui si possono ballare quegli stili senza un partner
TIP TAP
il tip tap è una danza che tende a creare degli suoni che assomigliano a musica, con delle scarpe specifiche fatte apposta per questo tipo di danza
CARATTERE
La danza di Carattere è una danza, principalmente russa, che prende però spunto dalla danza spagnola ed egiziana, essa solitamente comprende dei passi di coppia ma anche individuali
Si usano delle scarpe particolari che comprendono con un piccolo tacco.

di Claudia Triolo e Bianca Zoe Vella 3^N

Il nuoto sincronizzato è uno sport acquatico che unisce il nuoto a elementi ginnici e di danza; nasce come “balletto acquatico” agli inizi del XX secolo: diffusosi rapidamente come sport tipicamente femminile, si è sviluppato inglobando elementi base di ginnastica, danza e nuoto, fino al moderno successo, grazie al quale la disciplina ha visto anche i primi atleti di sesso maschile. Diventata disciplina olimpica nel 1984, ha visto la prima competizione ufficiale già nel 1891 a Berlino. È uno sport molto impegnativo con allenamenti molto faticosi e stancanti ma comunque molto appassionanti. Attraverso gli allenamenti si provano figure acrobatiche  con le gambe che insieme ai movimenti con le braccia comporranno le  coreografie  utilizzate per fare gare o saggi, che possono svolgersi in singolo, in coppia o in squadra.

Nelle squadre di nuoto sincronizzato tutte le atlete collaborano e si impegnano per essere coordinate a tempo di musica scandito da una di loro che conta, é anche molto importante il lavoro di squadra perché durante le competizioni viene valutato tutto il gruppo e non i singoli membri per questo ci vuole molto allenamento.

Agli europei 2018 la nazionale italiana ha riportato degli ottimi risultati vincendo delle medaglie d’argento sia come squadra che in singolo con Linda Cerruti.
Giorgio Minisini è uno dei pochissimi atleti di sesso maschile di nuoto sincronizzato italiani ed è l’unico ad aver raggiunto livelli di eccellenza soprattutto esibendosi in coppia con Manila Flamini.

 

  1. Ludovica Cuccia 3N